Cappella del Calvario

 

La Cappella del Calvario è uno dei luoghi più riconoscibili del centro storico di Trabia. Si trova in via Calvario, di fronte alla Chiesa Madre di Santa Petronilla, in una delle aree più antiche del paese, legata storicamente al quartiere dei pescatori.

Posta in una posizione elevata sopra una roccia ancora oggi ben visibile, la cappella occupa un posto che ha un forte valore simbolico per la memoria del quartiere. La sua immagine è strettamente legata alla scalinata che conduce all’ingresso e alla cura costante degli abitanti della zona, che continuano a considerarla un luogo importante per tutta la comunità.

Ogni anno, in occasione del Venerdì santo, la cappella diventa uno dei luoghi più intensi e suggestivi delle celebrazioni religiose legate alla Settimana Santa di Trabia: davanti alla cappella si svolge infatti uno dei momenti più partecipati della processione della Via Crucis.

Storia

Una cappella legata alla memoria del quartiere

Le fonti locali fanno risalire la costruzione della cappella al 1830 in una fase in cui il quartiere del Calvario costituiva già una delle zone più antiche e più vive del paese. La sua presenza si inserisce in un tessuto urbano fatto di vicoli, case basse e spazi strettamente connessi alla vita quotidiana dei pescatori.

Secondo le fonti locali, la cappella fu voluta dall’istituto religioso delle Figlie della Misericordia e della Croce. Alla sua costruzione parteciparono anche gli abitanti del quartiere, contribuendo alla sistemazione della scalinata e degli spazi circostanti. A proposito della realizzazione della scalinata si attesta, secondo le fonti locali, che furono utilizzati ciottoli raccolti in riva al mare e fu proprio durante una di queste raccolte che un giovane, Carlo Bondì, trovò nelle grotte sotto il Castello Lanza Branciforte la celebre croce bronzea quattrocentesca oggi conservata nella Chiesa Madre di Santa Petronilla.

Un luogo legato alle tradizioni della Settimana Santa


Con il passare del tempo la cappella è diventata soprattutto un punto di riferimento per le celebrazioni religiose del quartiere. Il suo nome e la sua collocazione evocano direttamente il tema del Calvario e della Passione, ed è proprio durante la Settimana Santa che questo spazio assume ancora oggi il suo significato più forte.

Architettura

La cappella si raggiunge salendo la scalinata fiancheggiata da aiuole fiorite curate dagli abitanti del quartiere. La salita accompagna il visitatore verso uno spazio più raccolto.
L’edificio si affaccia su una piccola piazzetta e conserva al suo interno due statue molto care alla devozione popolare: il Cristo Morto e la Vergine Addolorata, protagonisti della processione del Venerdì Santo.

Alle spalle della cappella si erge una grande croce in ferro affiancata da altre due croci laterali. L’insieme richiama simbolicamente la scena della Crocifissione sul Monte Golgota, rafforzando il valore simbolico del luogo.

Perché visitarla

Visitare la Cappella del Calvario permette di conoscere una parte importante della storia del centro storico: quella dei quartieri popolari, della devozione vissuta in modo quotidiano e della cura con cui gli abitanti continuano a custodire i propri luoghi simbolici.

Curiosità

Durante il Venerdì Santo questo luogo diventa il fulcro emotivo della comunità: qui avviene uno dei momenti più intensi della processione, davanti alla cappella si compie l’incontro tra i simulacri del Cristo e della Vergine Addolorata, accompagnato da canti della Passione che rendono particolarmente intensa l’atmosfera del rito.

La Cappella del Calvario continua a essere un punto di riferimento per gli abitanti del quartiere. Oltre al ruolo che assume durante i riti del Venerdì Santo, lo spazio attorno alla cappella viene utilizzato anche per momenti di condivisione e di convivialità per la comunità.
Tra le iniziative documentate rientra Calvario in Festa, manifestazione di quartiere svoltasi lo scorso 18 maggio 2026, che ha visto momenti dedicati alla Santa Messa, alla musica popolare, all’esibizione di tamburinai e degustazione di sfincione.

Informazioni pratiche

Ubicazione: Via Calvario.

Come arrivare: La Cappella si trova in via Calvario, di fronte alla Chiesa Madre di Santa Petronilla, nel centro storico di Trabia. Si può raggiungere a piedi dal Corso Giuseppe La Masa.

Orari: Aperta in occasione delle celebrazioni religiose. Custodia affidata agli abitanti del quartiere.

Accessibilità: La cappella è raggiungibile tramite scalinata e non è  accessibile a persone con mobilità ridotta. 

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Chiesa della Madonna delle Grazie

La Chiesa di Maria SS. delle Grazie è uno dei luoghi di culto più antichi e più ricchi di storia di Trabia. Sorge in una zona di confine tra l’area di Trabia e quella di Termini Imerese, in un contesto che per secoli ha avuto anche un forte valore simbolico e territoriale.

La sua origine è legata a una lunga disputa territoriale tra la famiglia Lanza e la città di Termini Imerese. Proprio per questo la chiesa non rappresenta soltanto un luogo di devozione, ma anche una testimonianza concreta della storia di Trabia.

All’interno della chiesa si conserva un antico quadro in pietra raffigurante la
Madonna delle Grazie con San Giuseppe e Gesù Bambino, venerata da generazioni di fedeli. Ogni anno l’8 settembre, giorno della Natività della Vergine, la chiesa è al centro di una delle feste religiose più sentite dalla comunità.

Storia

Una chiesa nata in un’area di confine

Secondo fonti locali, il primo nucleo della chiesa risale al Cinquecento ed è connessa a una lunga controversia sui confini tra il territorio di Trabia, feudo dei Lanza, e la città di Termini Imerese. In quegli anni il controllo di questa fascia di territorio aveva un valore non solo geografico, ma anche economico e giuridico: stabilire a chi appartenessero quei terreni significava definire diritti, autorità e appartenenza.

Secondo la ricostruzione tramandata da fonti locali, il contrasto nacque quando Blasco Lanza, barone di Trabia, incluse nel proprio feudo alcuni terreni provenienti dalla dote della moglie Aloisa Di Bartolomeo. La città di Termini Imerese contestò questa annessione e si rivolse alla Corona, chiedendo al re Ferdinando il Cattolico il riconoscimento dei propri diritti sul territorio.

La controversia durò anni e trovò una risoluzione nel 1522, quando, sotto Carlo V, venne emessa una sentenza che permise a Termini Imerese di riacquistare i diritti sul territorio. A memoria di questa vicenda, i termitani hanno promosso la costruzione di una piccola chiesa al limite del confine tra Termini Imerese e Trabia.

Ampliamenti e trasformazioni

Nel Seicento la chiesa fu ampliata e dotata di nuovi spazi tra cui la canonica e il giardino interno. Una disposizione del 28 novembre 1641 del cardinale Doria, riportata nelle fonti locali, ordinò che fossero collocate sulla chiesa le insegne reali e quelle dell’arcivescovado.


Sul portale d’ingresso venne posta una lapide in latino che sanciva ufficialmente l’appartenenza territoriale della chiesa alla città di Termini Imerese.
Nel tempo la chiesa ha conosciuto altri interventi e restauri. Le fonti della confraternita ricordano lavori nel secondo Novecento e ulteriori restauri eseguiti tra il 2006 e il 2008 grazie anche al sostegno di devoti trabiesi emigrati.

La confraternità e il culto

La vita religiosa della chiesa è oggi strettamente legata alla Confraternita di Maria SS. delle Grazie, che ne custodisce il culto e la memoria. In occasione del centenario della confraternita è stato inoltre concesso un anno di indulgenza plenaria, valido dal 7 settembre 2022 all’8 settembre 2023, come riportato dalle fonti della confraternita stessa.

Architettura

La chiesa si presenta sobria e raccolta. Il prospetto conserva elementi di forte valore storico, a partire dalle insegne e dallo stemma di Termini Imerese che ne richiamano la vicenda territoriale.

All’interno, l’elemento artistico più prezioso è il piccolo quadro in pietra della Madonna delle Grazie, collocato sopra il tabernacolo e oggetto di devozione sin dalla fondazione della chiesa.
L’immagine presenta una particolarità iconografica della Sacra Famiglia con la Madonna con il Bambino in primo piano e San Giuseppe sullo sfondo. Inoltre è presente una pala d’altare, attribuita a Pietro Novelli, o alla sua scuola. Al centro la Madonna delle Grazie affiancata da San Calogero e dal Beato Agostino Novello, santi protettori di Termini Imerese.
Tra gli elementi di devozione custoditi nella chiesa si ricorda anche il Crocifisso in cartapesta, legato alla tradizione religiosa locale e alla memoria della confraternità. Le decorazioni in stucco il cui stile sembra quello tipico dei fratelli Serpotta, contribuiscono ad arricchire l’impianto artistico della chiesa.

Perchè visitarla

La Chiesa di Maria SS. delle Grazie è uno dei luoghi in cui storia religiosa e storia del territorio coincidono in modo particolare. È infatti un luogo di culto del territorio la cui origine è legata direttamente a una disputa territoriale tra due comunità e la cui memoria la rende un luogo diverso dagli altri luoghi di culto di Trabia.

Curiosità

La festa dell’8 settembre, dedicata alla Natività della Vergine, è uno dei momenti più attesi dalla comunità di Trabia. Le celebrazioni si aprono nei giorni precedenti con il triduo; nella notte tra il 7 e l’8 settembre la chiesa resta aperta per la veglia, mentre al mattino dell’8 settembre l’inizio della festa è annunciato con la tradizionale alborata, una serie di spari a salve. Successivamente la banda musicale percorre le strade del paese e le celebrazioni proseguono con la processione del simulacro della Madonna delle Grazie e con momenti di devozione sul sagrato della chiesa.


Informazioni pratiche

Ubicazione: Corso Giuseppe La Masa, 316.

Come arrivare: Percorso a piedi dal centro storico e proseguendo oltre la Chiesa di Santa Petronilla.

Ingresso: da verificare in base agli orari di apertura.

Accessibilità: Accesso ai disabili (al momento non disponibile).

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Chiesa Madre di Santa Petronilla

La Chiesa Madre di Santa Petronilla è il principale luogo di culto di Trabia e uno dei monumenti più significativi della storia del paese. Situata nel centro storico, in posizione sopraelevata rispetto al Corso Giuseppe La Masa, accompagna da oltre due secoli la vita spirituale della comunità.

Fu costruita tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento per volere di Don Giuseppe II Lanza Branciforte, in una fase in cui il borgo aveva ormai raggiunto dimensioni tali da richiedere una chiesa più ampia e rappresentativa.
Custodisce al suo interno una croce bronzea quattrocentesca molto cara alla devozione locale, un quadro raffigurante Santa Petronilla e un dipinto raffigurante San Pietro, tradizionalmente attribuito al pittore spagnolo Jusepe de Ribera.

Storia

Dalle prime chiese del borgo alla nuova parrocchia

La storia religiosa di Trabia si sviluppò in più fasi. In origine il riferimento per il culto era la piccola cappella interna al Castello Lanza, dedicata a Santa Petronilla. Con la crescita del paese, questo primo spazio religioso non fu più sufficiente alle esigenze della popolazione.

Nel corso del Seicento fu costruita la Chiesa di Sant’Oliva, che per alcuni decenni assunse il ruolo di chiesa madre. Successivamente, nel Settecento, questa funzione passò alla Chiesa del Santissimo Sacramento. Quando anche quest’ultima si rivelò insufficiente, si avviò la costruzione dell’attuale Chiesa madre.

La costruzione della chiesa attuale

I lavori per la costruzione della Chiesa Madre di Santa Petronilla iniziarono nel 1790 e si conclusero nel 1802. L’edificio nacque inizialmente con un impianto più semplice, articolato attorno a una navata centrale, e venne poi ampliato nel corso dell’Ottocento. Con il tempo la chiesa assunse l’aspetto che conserva ancora oggi, frutto di interventi successivi che ne ampliarono gli spazi e ne definirono meglio il volto architettonico.

Gli interventi tra Ottocento e Novecento

Nel 1870, in seguito all’abbattimento delle mura cittadine, furono aggiunte le due navate laterali. Alla fine dell’Ottocento, l’edificio fu ulteriormente valorizzato con nuovi interventi decorativi, promossi dall’arciprete Monsignor Antonino Di Matteo. Nel 1885 fu collocato l’altare maggiore in marmo bianco, nel 1887 furono realizzate le cinque cappelle laterali e il pavimento bicromo in marmo e nel 1892 fu completata la facciata attuale. Nel 2000, in occasione del Grande Giubileo, la chiesa fu restaurata e dotata di un nuovo altare.

La festa di Santa Petronilla

La Chiesa Madre è legata anche alla festa di Santa Petronilla, titolare della parrocchia. Le celebrazioni si svolgono negli ultimi giorni del mese di maggio in prossimità della ricorrenza del 31 maggio, con la recita del Rosario e della Coroncina della Divina Misericordia, i Vespri e la Santa Messa, e coinvolgono la comunità parrocchiale con momenti di preghiera.
Secondo le fonti ufficiali, nei programmi recenti, a seguito della messa si è tenuta la processione con il quadro di Santa Petronilla, che dalla Chiesa Madre raggiunge Piazza Lanza.

Architettura

La facciata della chiesa si distingue per un equilibrio sobrio. Il prospetto è caratterizzato da un portale centrale sormontato da un rosone e da due torri laterali, una delle quali ospita l’orologio risalente al 1892.

L’interno si sviluppa in tre navate e custodisce opere di notevole interesse artistico e religioso. Tra queste spicca la croce bronzea quattrocentesca. Sul lato anteriore è raffigurato il Cristo crocifisso circondato dai quattro evangelisti, mentre sul lato posteriore compare la Madonna col Bambino.

Secondo la tradizione locale, la croce fu ritrovata nel 1830 lungo la riva del mare da Carlo Bondì, durante la raccolta di ciottoli destinati alla decorazione della Cappella del Calvario.

Tra le altre opere conservate nella chiesa si segnalano:

Un dipinto raffigurante
San Pietro, tradizionalmente attribuito a Jusepe de Ribera (detto lo Spagnoletto, 1591–1652), pittore spagnolo tra i maggiori del Seicento europeo;

Un quadro della Vergine del Rosario;

Due statue lignee della scuola del Quattrocchi raffiguranti San Giuseppe e l’Immacolata, nelle navate laterali.

Dal
1973 la chiesa conserva anche le spoglie del Servo di Dio Fra’ Andrea Tonda, appartenente all’ordine dei Frati Agostiniani Scalzi.

Perchè visitarla

La Chiesa Madre di Santa Petronilla racconta l’evoluzione di Trabia nel corso dei secoli: dalla cappella del Castello Lanza all’attuale parrocchia, costruita in seguito all’espansione della popolazione.

Oltre al suo valore spirituale, la chiesa è un riferimento importante per chi desidera conoscere il patrimonio storico e artistico del paese.

Curiosità

Nel corso dei lavori di restauro durante l’Ottocento, emerse una lapide che copriva una cripta. Il passaggio è stato successivamente murato e ricoperto con marmo bianco, sopra di esso oggi si trova l’ambone della chiesa. La cripta è inaccessibile e la sua storia resta in gran parte sconosciuta.

Informazioni pratiche

Ubicazione: Piazza Duomo, centro storico di Trabia.

Come arrivare: Percorso a piedi dal Corso Giuseppe La Masa.

Ingresso: da verificare in base agli orari di apertura.

Accessibilità: Accesso ai disabili (al momento non disponibile).

 

 

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Chiesa Santissimo Sacramento

La Chiesa del Santissimo Sacramento si trova lungo il Corso Giuseppe La Masa, nel cuore del centro storico di Trabia. Fu costruita nel 1715 per volere di Don Ignazio Lanza e divenne la seconda Chiesa madre del borgo, sostituendo la Chiesa di Sant’ Oliva come principale luogo di culto dal 1726 fino al 1802, quando la funzione passò alla nuova Chiesa Madre di Santa Petronilla.

Dedicata prima al SS. Crocifisso e successivamente al SS. Sacramento, la chiesa conserva ancora oggi un ruolo significativo nella vita religiosa locale. Da qui prende avvio una delle celebrazioni più sentite di Trabia, la processione del Corpus Domini, che attraversa le vie del centro storico fino alle caratteristiche Marunnuzzi, le piccole cappelle votive allestite nei diversi quartieri del paese.

Storia

La costruzione della chiesa

La storia della Chiesa del Santissimo Sacramento è strettamente legata alla crescita demografica di Trabia. Nel 1643, Don Ottavio II Lanza aveva fatto costruire la Chiesa di Sant’Oliva in seguito all’incremento della comunità. Tuttavia il paese continuò a crescere, trainato dalle attività economiche e produttive dei mulini e della pesca, in particolare dalla cattura del tonno.

Per rispondere alle nuove esigenze della popolazione, nel 1715 Don Ignazio Lanza decise di edificare un nuovo luogo di culto, più capiente e situato in una posizione più centrale del paese.

Un luogo ancora centrale nella devozione locale

La chiesa fu dedicata inizialmente al SS. Crocifisso, patrono di Trabia, e l’anno seguente al SS. Sacramento, titolo che mantiene ancora oggi. Dal 1726 al 1802 fu la Chiesa Madre, il principale riferimento spirituale per l’intera comunità.
Quando anche questa struttura si rivelò insufficiente per la popolazione in continua crescita,
Don Giuseppe II Lanza Branciforte avviò la costruzione dell’attuale Chiesa Madre di Santa Petronilla, che nel 1802 prese il suo posto.

Da quel momento la Chiesa del SS. Sacramento perse il ruolo di parrocchia principale ma mantenne una funzione importante nella vita religiosa del borgo, rimanendo legata alla Confraternita del Santissimo Sacramento e alla processione del Corpus Domini.

Architettura

La facciata della chiesa presenta un prospetto semplice, in linea con le altre chiese del centro storico di Trabia. L’interno, a navata unica, conserva arredi e decorazioni legati alla tradizione religiosa locale della Confraternita del Santissimo Sacramento. Tra questi spicca il tabernacolo, uno degli elementi più notevoli della chiesa per la sua ricchezza decorativa.

Perchè visitarla

La Chiesa del SS.Sacramento permette di conoscere una fase importante dello sviluppo del borgo e testimonia la crescita della comunità tra XVII e XVIII secolo. Si colloca infatti tra la chiesa più antica, quella di Sant’Oliva, e la successiva Chiesa Madre di Santa Petronilla, accompagnando un momento di espansione del borgo e di ridefinizione dei suoi spazi religiosi.

Visitare questa chiesa permette di seguire il percorso storico delle tre principali chiese costruite dalla famiglia Lanza, che per oltre due secoli guidò lo sviluppo del paese.

Curiosità

Una delle tradizioni più caratteristiche legate alla Chiesa del SS. Sacramento è quella del Corpus Domini. Da qui ha inizio la processione che attraversa il paese e giunge alle Marunnuzzi: piccole cappelle votive allestite dagli abitanti dei vari quartieri di Trabia, che vengono addobbate per accogliere il passaggio della processione solenne.

Informazioni pratiche

Ubicazione: Corso Giuseppe La Masa, 180 — centro storico di Trabia.

Come arrivare: Sul corso principale del centro storico (Corso Giuseppe La Masa), a pochi passi dalla Chiesa di Sant’Oliva e da Porta Palermo.

Ingresso: da verificare in base agli orari di apertura.

Accessibilità: Accesso ai disabili (al momento non disponibile)

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Piazza Lanza e Lavatoio

 

 

Piazza Lanza è uno degli spazi più rappresentativi del centro storico di Trabia. Ancora oggi gli abitanti la chiamano favàra o favarèlla , termini dialettali legati alla presenza di sorgenti d’acqua che per secoli hanno caratterizzato il territorio.

Sul lato destro della piazza, addossata alla parete rocciosa calcarea, si trova una grande vasca in pietra sormontata dallo stemma marmoreo della famiglia Lanza. Ai piedi della piazza, si conservano i resti dell’antico lavatoio pubblico, utilizzato dalle donne del paese per le attività domestiche fino alla metà del Novecento.

Insieme, la piazza e il lavatoio testimoniamo il ruolo avuto dall’acqua nella vita economica e sociale di Trabia. 

L’acqua nella storia di Trabia


La presenza di sorgenti d’acqua è uno degli elementi che più ha inciso nello sviluppo del territorio. Nel 1154 il geografo arabo Muhammad al-Idrisi descriveva il territorio come un luogo ricco di  acque e di mulini. Alimentati dalle sorgenti, questi mulini permettevano la lavorazione del grano e la produzione di una pasta filiforme, l’itryya, che rese noto il nome di Trabia ben oltre la Sicilia.

La vasca e i Lanza

Tra gli elementi più caratteristici della piazza spicca la grande vasca in pietra, realizzata nell’Ottocento e decorata con lo stemma dei Lanza, antica famiglia nobiliare legata alla storia del paese. Con le sue dieci bocchette in pietra, chiamate localmente cannoli ,la cui forma cilindrica ricorda il dolce tradizionale siciliano, la vasca riforniva il paese e per molto tempo rappresentò una delle principali fonti di approvvigionamento idrico per gli abitanti.

Nel corso del Novecento, durante il regime fascista, venne costruito un piccolo edificio legato alle infrastrutture dell’acquedotto comunale, tuttora visibile accanto alla vasca storica. Una seconda vasca minore, dotata di due bocchette, continua a erogare acqua potabile.

Il lavatoio

Poco più in basso rispetto alla piazza, si conservano i resti dell’antico lavatoio pubblico, utilizzato dalle donne del paese per lavare il bucato.

Fino agli anni Cinquanta del Novecento questo spazio rappresentava un punto di aggregazione per molte famiglie di Trabia. Qui le donne trascorrevano ore a lavare i panni e, allo stesso tempo, a scambiarsi notizie, racconti e momenti di vita quotidiana.


Architettura 

La piazza si apre sul Corso Giuseppe La Masa. La parete rocciosa calcarea che la delimita costituisce uno sfondo naturale di grande impatto, sul quale si inserisce la vasca monumentale.

La vasca ottocentesca con i dieci cannoli in pietra e lo stemma dei Lanza è uno degli elementi più riconoscibili del centro storico di Trabia. Al centro della piazza si trova il monumento al Milite Ignoto, dedicato ai caduti di Trabia nei conflitti mondiali. 

Perchè visitarla

Piazza Lanza è ancora oggi uno dei principali luoghi di riferimento del paese e continua a essere uno spazio vivo della comunità utilizzato per iniziative culturali e manifestazioni collettive. Inoltre, consente di consocere il rapporto storico tra Trabia e le sue sorgenti

Curiosità

Il nome dialettale della piazza, favàra o favarèlla, richiama il termine arabo fawwāra, legato all’idea di una sorgente d’acqua abbondante. Il termine entrò nel dialetto siciliano durante il periodo della dominazione araba nell’isola e sopravvive ancora oggi.

Informazioni pratiche

Ubicazione: Piazza Giuseppe Lanza — centro storico di Trabia, sul Corso Giuseppe La Masa.

Come arrivare: A piedi dal centro storico, a pochi minuti da Porta Palermo e dalla Chiesa Madre di Santa Petronilla.

Accesso: Piazza liberamente accessibile.

 

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Chiesa di Sant’Oliva

Edificata nel 1643 su iniziativa di Don Ottavio II Lanza, detto l’ Edificatore, principe del feudo, la Chiesa di Sant’Oliva si attesta come la chiesa più antica del borgo di Trabia. La sua realizzazione rispose all’ esigenza di fornire alla comunità in espansione un luogo di culto adeguato, poichè la cappella del Castello Lanza Branciforte non era più sufficiente ad accogliere i fedeli.
Situata nei pressi dell’antico ingresso al paese, la chiesa testimonia la trasformazione da villaggio fortificato a centro abitato. Al suo interno conserva testimonianze artistiche del Seicento, tra cui l’ altare proveniente dalla cappella del Castello Lanza Branciforte.

Storia

La fondazione

Don Ottavio II Lanza commissionò la costruzione della chiesa nel 1643, donandola agli abitanti di Trabia come luogo di culto più accessibile e adeguato alla vita della comunità, in un momento di forte crescita dell’abitato. 

Il quartiere di Santa Oliva

Il quartiere di Santa Oliva si sviluppa subito a destra di Porta Palermo, e conserva ancora un aspetto diverso rispetto al resto del centro storico, che in seguito si è sviluppato secondo un disegno più regolare. Le strade strette, i vicoli e le scalinate seguono l’andamento della rupe su cui nacque la parte più antica dell’abitato.

Passeggiando tra le stradine si incontrano muri in pietra, passaggi ombreggiati e piccoli scorci che raccontano bene la storia di questa zona del paese. Salendo alcune delle scalinate che attraversano i vicoli del quartiere, si raggiunge uno spazio sopraelevato in corrispondenza delle antiche mura cittadine, da cui si apre la vista sull’ingresso del borgo e sul mare all’orizzonte.

La prima Chiesa Madre di Trabia

Dal 1643 al 1726, Santa Oliva fu la Chiesa Madre di Trabia, rappresentando per oltre ottant’anni il cuore religioso della comunità. Con l’aumento della popolazione e il progressivo ampliamento del centro abitato, si rese necessaria la costruzione di un nuovo edificio religioso, più capiente: la chiesa successivamente dedicata al Santissimo Sacramento.

Funzione cimiteriale

Dalle sue origini fino agli inizi dell’Ottocento, la chiesa fu utilizzata anche come cimitero locale, secondo una consuetudine diffusa nelle chiese dell’epoca. Questa funzione sottolinea il ruolo della chiesa nella vita religiosa e nella memoria della comunità.

Architettura

Struttura

La chiesa si sviluppa su un’unica navata, secondo i canoni dell’architettura religiosa seicentesca dei piccoli centri dell’isola. La semplicità della pianta riflette la sua funzione originaria: offrire un luogo di culto destinato alla comunità locale.

All’interno della chiesa si trovano opere di notevole valore artistico:

Altare proveniente dal Castello Lanza

Tra gli arredi sacri presenti al suo interno si distinge l’altare proveniente dalla cappella del Castello Lanza Branciforte. L’opera testimonia il legame tra la chiesa e la famiglia Lanza che per secoli amministrò il territorio di Trabia. 

Il martirio di Santo Stefano

Il dipinto raffigurante la lapidazione di Santo Stefano, il primo martire cristiano, presenta elementi stilistici che hanno suggerito un possibile legame con la scuola di Pietro Novelli, uno dei massimi esponenti della pittura siciliana del Seicento.

Madonna con Bambino


La raffigurazione della Vergine con Bambino richiama le influenze artistiche diffuse nella Sicilia del Seicento, tra tradizione fiamminga e riferimenti alla pittura di Antonello da Messina

Perchè visitarla

La Chiesa di Sant’Oliva rappresenta una testimonianza unica per comprendere l’evoluzione storica di Trabia. Racconta il passaggio del borgo da presidio difensivo a piccola comunità organizzata e conserva il segno del ruolo esercitato dalla famiglia Lanza nello sviluppo dell’abitato.

Situata all’imbocco del Corso Giuseppe La Masa, ne fa uno dei luoghi da cui iniziare la visita del paese.

Curiosità

Nell’iconografia Santa Oliva è tradizionalmente raffigurata con un ramo d’olivo in mano, simbolo che richiama il suo nome. Le ragioni della dedicazione della chiesa alla santa non sono tuttavia documentate con certezza: un’ipotesi sulla scelta di dedicarle la prima chiesa del borgo potrebbe essere legata alla diffusione del suo culto sulla costa tirrenica della Sicilia, dove era venerata in diversi centri come Termini Imerese o Cefalù

Informazioni pratiche

Ubicazione:
Centro storico di Trabia, all’inizio del Corso Giuseppe La Masa, in prossimità dell’arco di ingresso e delle antiche mura cittadine.

Come arrivare: La chiesa si trova lungo il corso principale del centro storico. 

Ingresso: da verificare in base agli orari di apertura.

Accessibilità: Accesso ai disabili (al momento non disponibile)

 

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Porta Palermo

Porta Palermo, conosciuta anche come Arco Fuori Porta, fu costruita nella prima metà del XVII secolo per volere di Don Ottavio II Lanza detto “l’Edificatore”, principe di Trabia, insieme alle mura di cinta per difendere il borgo e il castello. Posta lungo l’ antica strada Regia che collegava Palermo a Termini Imerese, Porta Palermo rapprensentava un punto di accesso al borgo di Trabia. Ancora oggi accoglie i visitatori all’ingresso del centro storico conservando il suo valore simbolico di porta d’ingresso al paese. Subito oltre la porta si sviluppa il quartiere antico di Sant’Oliva, dove le antiche mura cittadine conservano le tracce dell’insediamento fortificato del borgo.

Nel corso del Novecento la porta subì gravi danni durante la Seconda guerra mondiale, ma fu successivamente ricostruita, tornando a occupare un posto centrale nella memoria e nell’immagine del paese.

Storia

La porta e il nuovo centro abitato

La costruzione di Porta Palermo risale alla prima metà del XVII secolo. L’arco nacque come elemento di ingresso al centro abitato in una fase in cui Trabia stava assumendo una dimensione urbana più definita sotto la guida della famiglia Lanza. In questo contesto venne costruita una cinta muraria difensiva e Porta Palermo collocata lungo il tracciato della strada che da Palermo conduceva a Termini Imerese, rappresentò il punto di accesso per chi proveniva dal capoluogo.

Nel 1635 Don Ottavio II Lanza ottenne dal re Filippo III di Spagna la licentia populandi, il privilegio che autorizzava la fondazione e la popolazione di nuovi centri abitati. In questo quadro storico, la porta si inserisce come uno dei simboli della trasformazione di Trabia da insediamento rurale a vero e proprio centro abitato.


Dalla guerra alla ricostruzione

Durante la Seconda Guerra Mondiale, secondo fonti locali, l’arco fu abbattuto parzialmente per consentire il passaggio di mezzi militari. La sua distruzione rappresentò per la comunità la perdita di uno dei riferimenti più riconoscibili del borgo antico.

Nel 2008 Porta Palermo fu ricostruita restituendo a Trabia uno dei suoi elementi storici più rappresentativi. Nel 2020 è stata inoltre restaurata una delle lapidi presenti nella struttura.

Architettura

Sulle pareti laterali della porta sono presenti quattro lapidi. Due risalgono al Seicento e testimoniano la fondazione del borgo sotto la famiglia Lanza. La prima epigrafe contiene un messaggio del principe che rivendica i diritti sul territorio; la seconda epigrafe contiene un messaggio di accoglienza rivolto ai viandanti. Quest’ultima invita chi transita ad entrare nel borgo senza timore, garantendo ospitalità e protezione sotto l’autorità dei Lanza.

Le altre due lapidi, aggiunte in epoca più recente, ricordano invece i cittadini di Trabia caduti durante le due guerre mondiali. Questa sovrapposizione di memorie storiche conferisce all’arco un valore che va al di là della sua funzione architettonica, trasformandolo in un luogo della memoria collettiva.

Perché visitarla

Porta Palermo permette di conoscere una fase importante dello sviluppo urbano di Trabia e il ruolo esercitato dalla famiglia Lanza nella formazione del centro abitato. Per chi visita il paese, rappresenta anche un ottimo punto di partenza: da qui si entra direttamemte nel centro storico e si raggiungono alcuni dei luoghi di interesse del paese.

Curiosità

Il testo completo di una delle iscrizioni storiche collocate sull’arco riporta: “Senza paura entra in questo territorio ospite amico, ti invita qui una sede ed un’ospitalità sicura, lontana da qui fuggono le insidie, le frodi e gli inganni, vi risiedono la sacra fede, la pietà e la religione, questo territorio è di presidio, un leone dal vigile sguardo ti protegge e il casato proveniente dalla Bavaria sotto la guida dei Lanza. Lo stesso è crudele con i colpevoli e mite con gli innocenti, a questi è favorevole, mentre mette in fuga quelli azzannandoli”.

Il testo unisce il linguaggio dell’ospitalità a quello dell’autorità e della protezione, restituendo bene l’immagine che il potere feudale voleva dare di sé: garante dell’ordine, della sicurezza e dell’identità del luogo.

Informazioni pratiche

Ubicazione: Ingresso del centro abitato, all’inizio di Corso Giuseppe La Masa.

Come arrivare: Dall’autostrada A19 Palermo-Catania, uscita Trabia; da lì si raggiunge il centro abitato seguendo la via principale verso Corso Giuseppe La Masa.

Accesso: Liberamente visitabile.

 

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