Chiesa Madre di Santa Petronilla

La Chiesa Madre di Santa Petronilla è il principale luogo di culto di Trabia e uno dei monumenti più significativi della storia del paese. Situata nel centro storico, in posizione sopraelevata rispetto al Corso Giuseppe La Masa, accompagna da oltre due secoli la vita spirituale della comunità.
Fu costruita tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento per volere di Don Giuseppe II Lanza Branciforte, in una fase in cui il borgo aveva ormai raggiunto dimensioni tali da richiedere una chiesa più ampia e rappresentativa.
Custodisce al suo interno una croce bronzea quattrocentesca molto cara alla devozione locale, un quadro raffigurante Santa Petronilla e un dipinto raffigurante San Pietro, tradizionalmente attribuito al pittore spagnolo Jusepe de Ribera.
Storia
Dalle prime chiese del borgo alla nuova parrocchia
La storia religiosa di Trabia si sviluppò in più fasi. In origine il riferimento per il culto era la piccola cappella interna al Castello Lanza, dedicata a Santa Petronilla. Con la crescita del paese, questo primo spazio religioso non fu più sufficiente alle esigenze della popolazione.
Nel corso del Seicento fu costruita la Chiesa di Sant’Oliva, che per alcuni decenni assunse il ruolo di chiesa madre. Successivamente, nel Settecento, questa funzione passò alla Chiesa del Santissimo Sacramento. Quando anche quest’ultima si rivelò insufficiente, si avviò la costruzione dell’attuale Chiesa madre.
La costruzione della chiesa attuale
I lavori per la costruzione della Chiesa Madre di Santa Petronilla iniziarono nel 1790 e si conclusero nel 1802. L’edificio nacque inizialmente con un impianto più semplice, articolato attorno a una navata centrale, e venne poi ampliato nel corso dell’Ottocento. Con il tempo la chiesa assunse l’aspetto che conserva ancora oggi, frutto di interventi successivi che ne ampliarono gli spazi e ne definirono meglio il volto architettonico.
Gli interventi tra Ottocento e Novecento
Nel 1870, in seguito all’abbattimento delle mura cittadine, furono aggiunte le due navate laterali. Alla fine dell’Ottocento, l’edificio fu ulteriormente valorizzato con nuovi interventi decorativi, promossi dall’arciprete Monsignor Antonino Di Matteo. Nel 1885 fu collocato l’altare maggiore in marmo bianco, nel 1887 furono realizzate le cinque cappelle laterali e il pavimento bicromo in marmo e nel 1892 fu completata la facciata attuale. Nel 2000, in occasione del Grande Giubileo, la chiesa fu restaurata e dotata di un nuovo altare.
La festa di Santa Petronilla
La Chiesa Madre è legata anche alla festa di Santa Petronilla, titolare della parrocchia. Le celebrazioni si svolgono negli ultimi giorni del mese di maggio in prossimità della ricorrenza del 31 maggio, con la recita del Rosario e della Coroncina della Divina Misericordia, i Vespri e la Santa Messa, e coinvolgono la comunità parrocchiale con momenti di preghiera.
Secondo le fonti ufficiali, nei programmi recenti, a seguito della messa si è tenuta la processione con il quadro di Santa Petronilla, che dalla Chiesa Madre raggiunge Piazza Lanza.
Architettura
La facciata della chiesa si distingue per un equilibrio sobrio. Il prospetto è caratterizzato da un portale centrale sormontato da un rosone e da due torri laterali, una delle quali ospita l’orologio risalente al 1892.
L’interno si sviluppa in tre navate e custodisce opere di notevole interesse artistico e religioso. Tra queste spicca la croce bronzea quattrocentesca. Sul lato anteriore è raffigurato il Cristo crocifisso circondato dai quattro evangelisti, mentre sul lato posteriore compare la Madonna col Bambino.
Secondo la tradizione locale, la croce fu ritrovata nel 1830 lungo la riva del mare da Carlo Bondì, durante la raccolta di ciottoli destinati alla decorazione della Cappella del Calvario.
Tra le altre opere conservate nella chiesa si segnalano:
Un dipinto raffigurante San Pietro, tradizionalmente attribuito a Jusepe de Ribera (detto lo Spagnoletto, 1591–1652), pittore spagnolo tra i maggiori del Seicento europeo;
Un quadro della Vergine del Rosario;
Due statue lignee della scuola del Quattrocchi raffiguranti San Giuseppe e l’Immacolata, nelle navate laterali.
Dal 1973 la chiesa conserva anche le spoglie del Servo di Dio Fra’ Andrea Tonda, appartenente all’ordine dei Frati Agostiniani Scalzi.
Perchè visitarla
La Chiesa Madre di Santa Petronilla racconta l’evoluzione di Trabia nel corso dei secoli: dalla cappella del Castello Lanza all’attuale parrocchia, costruita in seguito all’espansione della popolazione.
Oltre al suo valore spirituale, la chiesa è un riferimento importante per chi desidera conoscere il patrimonio storico e artistico del paese.
Curiosità
Nel corso dei lavori di restauro durante l’Ottocento, emerse una lapide che copriva una cripta. Il passaggio è stato successivamente murato e ricoperto con marmo bianco, sopra di esso oggi si trova l’ambone della chiesa. La cripta è inaccessibile e la sua storia resta in gran parte sconosciuta.
Informazioni pratiche
Ubicazione: Piazza Duomo, centro storico di Trabia.
Come arrivare: Percorso a piedi dal Corso Giuseppe La Masa.
Ingresso: da verificare in base agli orari di apertura.
Accessibilità: Accesso ai disabili (al momento non disponibile).
