Eremo di San Felice

L’Eremo di San Felice si trova sul versante orientale di Pizzo Cane, all’interno della Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto, in un contesto di boschi e ampie visuali verso la costa tirrenica. E’ uno dei luoghi più suggestivi nell’area interna compresa tra Caccamo e Trabia, ed è ancora oggi legato a una forte dimensione di silenzio, spiritualità e cammino.
Fondato tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento, l’eremo è tradizionalmente collegato alla figura del Beato Guglielmo Gnoffi, eremita nato a Polizzi Generosa, promotore di diversi eremi siciliani. Ancora oggi il complesso continua a essere percepito come luogo di preghiera, di accoglienza e di sosta per viandanti ed escursionisti.
Storia
La fondazione dell’eremo si colloca tra il 1290 e il 1310 per iniziativa di Guglielmo Gnoffi, sostenuto, secondo la tradizione locale, dalla famiglia Chiaramonte. Il complesso sorse in un’area montana allora appartata, adatta alla vita eremitica e alla preghiera, e divenne nel tempo un punto di riferimento spirituale per il territorio circostante.
Nel corso dei secoli l’eremo conobbe fasi alterne e lunghi periodi di abbandono. Le fonti ricordano che, prima del recupero negli anni del Novecento, la struttura era ormai ridotta a rudere. Tra il 1989 e il 1992 fu restaurata grazie a un intervento promosso da don Nicasio Galbo, con inaugurazione il 30 maggio 1992 alla presenza del cardinale Salvatore Pappalardo.
Descrizione
L’eremo si presenta oggi come un piccolo complesso formato da una cappella, da ambienti annessi destinati all’accoglienza e da una struttura semplice, con spazi comuni al piano terra e ambienti per il pernottamento al piano superiore, in continuità con la vocazione di ospitalità che il luogo ha assunto nella sua fase contemporanea.
Uno degli elementi più caratteristici del sito è la presenza di una sorgente naturale, anch’essa parte storica del complesso e ancora oggi legata alla memoria del luogo. Attorno all’eremo si sviluppa inoltre una rete di sentieri che attraversa la riserva e collega il sito ai percorsi escursionistici e di cammino di lunga percorrenza.
Perché visitarlo
Visitare l’Eremo di San Felice significa incontrare un luogo in cui spiritualità, storia e natura convivono in armonia. La sua posizione isolata lo rende adatto sia a chi cerca quiete e contemplazione, sia a chi vuole esplorare l’entroterra di Trabia lungo itinerari meno conosciuti rispetto alla costa.
L’eremo è anche una tappa significativa per chi percorre i sentieri della riserva o segue la Via Francigena Normanna, che lo include tra i suoi passaggi. Dai dintorni del complesso si aprono visuali ampie verso il Tirreno e verso l’interno, in un paesaggio che unisce rilievi montani, vallate e il bacino di Rosamarina.
Curiosità
Tra gli elementi più caratteristici dell’eremo c’è la sua sorgente naturale. Un altro aspetto significativo è il suo inserimento nella Via Francigena Normanna, che ha restituito all’eremo anche una funzione di sosta e di incontro per camminatori e pellegrini.
Un’altra curiosità riportata dalle fonti dell’eremo riguarda il legame con la tonnara di Trabia: il rais utilizzava una parete dell’edificio specificatamente colorata di bianco per essere ben visibile, come riferimento per individuare il punto di calata delle reti.
Informazioni pratiche
Ubicazione
Nel territorio comunale di Caccamo,all’interno della Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto.L’accesso si trova nei pressi del km 18 della strada provinciale Trabia–Ventimiglia di Sicilia.
Come arrivare
Dalla strada provinciale si prosegue lungo una trazzera che conduce all’eremo. Verificare le fonti ufficiali dell’eremo.
Accessibilità
Il tratto finale è un percorso sterrato di circa 1 km, da affrontare come cammino o breve escursione. Si consiglia di verificare le fonti ufficiali dell’eremo.
